Il progetto per il nuovo padiglione temporaneo nel giardino Archivo è concepito come un condensatore pubblico e culturale che contiene la sintesi e l'essenza di ciò che accade sia nell’edificio principale che nel giardino. I limiti del progetto sono i limiti naturali del giardino Archivo ed il vuoto diventa l’elemento comune, luogo delle relazioni, luogo d’incontro, luogo di confronto, luogo dialettico, luogo flessibile; in questo senso intendiamo il concetto di vuoto come pienezza. Lo scopo del progetto è quello di definire connessioni e interazioni tra progetto e contesto: il giardino Archivo e il padiglione rappresentano una totalità. Il progetto garantisce flessibilità funzionale nella gestione dello spazio consentendone l’utilizzo sia per conferenze, workshop, concerti etc. e rispettando il limite massimo di altezza a 3m. La rigogliosa natura del giardino viene riflessa e distorta sulle superfici del padiglione definendo una complessa interazione tra natura e artificio; ciò vale anche per la copertura su cui si riflette il cielo. La pavimentazione in sughero definisce paradossalmente una “continuità tettonica” con il suolo vegetale; la sua forma corrisponde all’impronta distorta della copertura ed il disegno dei pannelli deriva dagli allineamenti delle piante a contorno. Il padiglione è caratterizzato da una struttura in acciaio rivestita con pannelli in alluminio sui quali è applicata una pellicola multistrato riflettente. I due setti portanti ospitano all’interno lo spazio necessario per gli impianti ed un piccolo deposito. Il pavimento è costituito da pannelli in sughero compresso con una densità minima di 400 kg/m3, mentre pannelli di sughero compresso con una densità di 200 kg/m3 caratterizzano il soffitto; tra le fughe dei pannelli a soffitto (5 cm) ci sono luci a LED necessarie per l’illuminazione notturna del padiglione.