Il nuovo bivacco si inserisce in una vecchissima tessitura geologica diventandone elemento integrante, un luogo di accoglienza in un ambiente spesso avverso. Il nuovo volume è trattato con una ‘pelle’ in lamiera di colore bronzeo riconducibile alle piastrine gialle che danno il nome alle Fiamme Gialle, allo stesso tempo rende il bivacco visibile in qualsiasi condizione meteorologica. La scaletta d’ingresso, apparentemente sospesa, si sgretola a partire dal volume principale fino a scomparire verso la montagna, una transizione tra l’immensità e il piccolo antro del bivacco. A slanciare la forma sono due imbotti che in testa e in coda proteggono dalle intemperie, oltre che a fornire un punto di vista per osservare le vette; una focale la cui lente è una grande vetrata, il limite tra la dimensione umana e l’immensità della natura.
Il manufatto, usato come dormitorio e luogo di riparo, viene inserito nel paesaggio in modo idoneo per permettere l’esaltazione della montagna. L’orientamento viene studiato in base al più facile raggiungimento dell’ingresso e al comportamento della luce nelle diverse ore.
Viene limitata la volumetria a 28,5 mc comprensiva dei rivestimenti esterni. Scale ed imbotti sono staccati dalla struttura principale e si estraniano da tale volumetria.
L’interno risulta ospitale grazie a pavimento e rivestimenti in legno di abete, materiale sostenibile ed affine al contesto montano. I posti letto sono 9, di cui 6 fissi e 3 reclinabili. Lo spazio viene sfruttato al massimo delle sue possibilità. È presente una scaffalatura contenente parte degli strumenti richiesti come il kit di primo soccorso, il libro firme ecc., oltre che includere la tavola apribile. Il vano adiacente alla vetrata è pensato per alloggiare le batterie a servizio del panello fotovoltaico e le attrezzature per la manutenzione.
Per quanto riguarda le scelte a basso impatto ambientale è stata prevista la coibentazione con stratificazioni e materiali idonei alla traspirabilità. Il bivacco tiene conto dei problemi di neve e pioggia tramite l’elevazione della struttura da terra, utile a proteggere il volume dall’umidità e dallo scorrimento dell’acqua sulla superficie rocciosa. Un lucernario è stato installato in copertura per accedere all’interno in presenza di neve troppo alta. Le raffiche di vento vengono spezzate grazie alle lamelle e all’imbotte che fungono da riparo all’ingresso. Il bivacco prevede un pannello fotovoltaico con batteria per alimentare l’impianto di illuminazione e le prese elettriche. La grande vetrata fissa è realizzata in vetro di sicurezza stratificato, basso emissivo a doppia camera che garantisce un efficace contenimento del calore. Questa sarà munita di tenda a rullo per l’oscuramento della luce.
La struttura del bivacco è costituita da un telaio con travi in legno di abete da 15x15 cm, imbottito con lana di roccia e tamponato internamente da pannelli multistrato da 15 mm con finitura in legno, all’esterno da compensato marino. A protezione della struttura vengono posate due membrane traspiranti impermeabili: un freno vapore all’interno e una membrana esterna traspirante termosaldata. Il rivestimento esterno è costituito da una lamiera grecata di alluminio spessa 20 mm. L’ossatura del bivacco è appoggiata ad un telaio in acciaio costituito da travi alleggerite tipo IPE pensato per la definizione di un piano di appoggio che, posizionato a livello, riduce al minimo gli interventi sulla montagna. Il telaio necessita di 4 punti di connessione e non richiede la scarifica di tutta la superficie.